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Archivio per la categoria ‘Shopping’

De todo un poco!

Pubblicato da vale1217 su Giovedì, 22 Marzo 2007

Oggi è il World Water Day , prendiamo coscienza che scarseggia, che è il caso di non sprecarla e magari iniziamo a modificare anche una sola abitudine. Una piccola modifica nel nostro comportamento all’anno è fattibile e meglio che non fare niente no? io -grandissima sprecona- per esempio ho deciso che non terrò più l’acqua aperta per tutto il tempo in cui mi lavo i denti, solo il necessario per lo sputacchio e lo sciacquo dello spazzolino. E magari, nonostante il freschetto, la chiuderò anche sotto la doccia mentre mi insapono e pettino col balsamo. Saranno circa 5 minutini di acqua corrente risparmiata al giorno :) Non ho comunque intenzione di arrivare alle cose assurde proposte dal sindaco di Londra: io la doccia la faccio più di una volta alla settimana e continuerò a farlo! E dopo aver usato il WC tiro l’acqua! Sempre!
Due giorni fa invece era il MeatOut Day. Chissà come mai il TG non ne ha parlato… Martedì non ho mangiato carne, ma stasera una mangiata di pesce non me la leva nessuno! :P
Altra news di oggi: esce la seconda collezione di Madonna da H&M. Magari domani mattina faccio un saltino a vederla, oggi avevo troppo sonno! Ero andata all’apertura di quella disegnata da Viktor&Rolf: wow! A Milano c’era solo in SanBabila ed era pienissimo! Alle 11 del mattino in un giorno feriale c’era la stessa quantità di gente del sabato pomeriggio! Tutti -o meglio tutte- concentrate intorno a pochi scaffali!
Questo weekend il FAI -Fondo per l’Ambiente Italiano- organizza le giornate di primavera: 500 monumenti, parchi, ville aperte ed accessibili gratuitamente. Lo scopo è “abituarci a guardare l’Italia con occhi nuovi” e magari fare una prova da socio FAI (con 5 euro si ha un coupon per un concerto scontato, un ingresso gratuito in una proprietà, la partecipazione a un’iniziativa organizzata dalle Delegazioni..). Tra le cose da vedere ce n’è davvero per tutti i gusti: il Palazzo Triennale, Palazzo Mezzanotte (sede della Borsa), il Palazzo delle Colonne, un Linificio con visita guidata, una fabbrica di pipe in radica, un mulino ad acqua…
Gossip: anche Jesse Metcalfe è in istituto per disintossicarsi dall’alcohol… Il giardiniere che aveva sedotto Gabrielle in Desperate Housewives potrebbe avere cambiato l’addominale tonicissimo in una panzetta da birra? non ci voglio credere! Pur amante di un pò di pancino, lui non può! non gli sta proprio!
Lunedì c’è Luttazzi ad Assago. In TV non lo fanno più andare, ma ora è molto attivo in teatro. E a Maggio viene un altro che non fa più televisione, quello col blog più letto d’Italia. Io sarò là :)

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Considerazioni

Pubblicato da vale1217 su Martedì, 13 Marzo 2007

Sempre nel già citato libro del caro Paco si suggerisce una maggiore attenzione commercial-markettara verso gli anziani in quanto fra una ventina d’anni gli over 65 saranno non solo una grossa fetta della popolazione, ma avranno anche discrete possibilità economiche. Si favoleggia di un esercito di sedie a rotelle motorizzate -magari logate BMW e con favolosi gadgets- che costringeranno ad allargare marciapiedi, ascensori, bagni; le luci e i colori nei grandi magazzini saranno diversi (l’occhio anziano tende a vedere più “buio” e con meno contrasto la realtà); tutto sarà scritto con caratteri più grandi; sugli abiti diminuiranno gancetti e bottoncini a favore di zip e velcro (oddio!) e così via. Ma Paco parla del mercato americano.
E qui da noi che succederà? Per curiosità sono andata a vedere sul sito Istat com’è suddivisa la popolazione italiana. I dati più recenti che ho trovato si riferiscono al 2005.

C’è una fascia che mi fa pensare. La MIA fascia. Dai 21 ai 40. Siamo il gruppo più numeroso! Per l’America tra 20 anni sarà “l’era del vecchietto”, noi magari ci metteremo un pò di più, ma cosa succederà quando questi 17 milioni di persone andranno in pensione? Adesso il tasso di occupazione in Italia è sul 44% e immagino che una buona parte di questo 44% sia composto da persone tra i 21 e i 40 anni. Se ora facciamo così fatica a mantenere il sistema pensionistico che dà il brodino agli attuali “4 gatti” vecchietti, come faranno i prossimi mocciosi nati a supportarci? Varie soluzioni mi vengono in mente… un altro boom di nascite? una fortissima immigrazione di gente che non verrà pagata in nero? un disastro naturale (o un’epidemia, un mega suicidio di massa, le cavallette) che decima la popolazione? una riforma seria anche se molto impopolare (ma soprattutto incancellabile dai governi successivi)? Io non la vedo rosea… mi sa che qui non ci saranno tante carrozzelle BMW in giro…

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Antropologia dello shopping

Pubblicato da vale1217 su Lunedì, 12 Marzo 2007

Sono femminuccia. Mi piace fare shopping. Non dico che una è sempre la conseguenza dell’altra, ma spesso queste due caratteristiche coesistono in una stessa persona.
Non sono però del tutto ignorante. Colpa del mio professore di Filosofie orientali all’uni, è un antropologo, un fantastico oratore, seppur uno schifo d’uomo. Cmq è riuscito a inculcarmi un pò di curiosità, una forma mentis per cui questionare ogni cosa: ogni cosa è in quel preciso posto, in quel preciso momento per un motivo. Nel caso dello shopping è ovvio: un commesso ha appoggiato la crema sullo scaffale. Ma perchè proprio lì? Strategie di marketing sì, ma non solo. Ci sono tantissime leve che muovono la decisione per la disposizione degli scaffali. Ad esempio il supermercato ha troppe scorte del tale prodotto, per cui lo mette ad altezza occhi, l’utente lo vede e lo compra. Il venditore ha promesso regali (sembra assurdo, ma non è corruzione!) o particolari offerte (ogni 1000 che compri te ne regalo 100, oppure te li vendo scontati così tu – supermercato – hai più margine di guadagno) al supermercato se il prodotto fosse stato posizionato bene. O magari è un prodotto nuovo, il produttore sta facendo un botto di pubblicità e al supermercato conviene mostrare di averlo in stock perchè in questo modo il cliente finale penserà che è un negozio moderno, ha tutte le cose nuove, è ben rifornito, insomma un’immagine positiva.
Ma tutto questo è un giochino da markettari e “magazzinieri”. Poi entra in gioco la sociologia. L’ammorbidente deve essere in confezioni apribili e annusabili, altrimenti il cliente finale non esce soddisfatto dal negozio. Certo se ne ha bisogno lo compra anche se non lo può annusare, ma ricadrà sempre su una profumazione – marsiglia probabilmente – invece di sperimentare tutti gli altri bottiglioni colorati e si sentirà frustrato e non libero nella sua scelta. Io so che se devo acquistare qualcosa apro, annuso, tocco, prima di decidere. E fin qui c’è quello che sapevo da markettara curiosa. Per approfondire (e per un lavoro che mi interessa molto!) ho deciso di leggere Shopping mania di Paco Underhill. Già uno che si chiama Paco mi sta simpatico :) Ho scoperto un pò di trivia interessanti:
- i maggiori acquirenti di biscotti per cani sono bambini e anziani (ed io, che stravizio i miei sacchettini di pelo!)
- la crema antirughe va messa ad altezza occhi (o cmq comoda) mentre quella contro l’acne può essere anche in basso, tanto gli adolescenti la trovano
- tendenzialmente il cliente ha bisogno di 3 metri di “decompressione” appena entra nel negozio. Di tutto ciò che c’è in quei tre metri il cliente non vede quasi nulla
- nel commercio al dettaglio è più facile vendere di più ai clienti abituali, piuttosto che acquisirne di nuovi
- le zone migliori dove mettere cartelli con testi più lunghi sono le scale mobili, il reparto calzature (aspetti lì che la commessa ti vada a prendere il numero quindi hai tempo di leggere), le sale d’attesa (da un concessionario ad esempio), dietro le teste dei cassieri o all’uscita dal bagno in un fast food, in aeroporto nella zona del ritiro bagagli, negli ascensori
- la gente rallenta il passo se vede una superficie riflettente e accelera se vede una banca O_o mah…
- generalmente entrati in un negozio sconosciuto le persone vanno verso destra (dipende però dalla guida: inglesi, indiani, australiani, ecc vanno verso sinistra)
- la gran parte delle persone sono destrimane per cui se volete disporre uno scaffale di biscotti la marca più conosciuta va al centro, mentre quella di cui si vogliono incrementare le vendite va subito alla sua destra
- “fattore toccatina”: se un cesto di cose che vi interessano è in una zona di grande passaggio, dopo che due o tre persone vi hanno sfiorato accidentalmente, lasciate perdere e andate via
- gli endcaps (quegli espositori/totem solitamente monomarca in fondo ai corridoi formati dagli scaffali) fanno aumentare le vendite sia dei prodotti in esso esposti che quelle dei prodotti allineati alla fine del corridoio
- quasi tutti comprano il latte ogni volta che vanno a fare la spesa. Morandi docet. Per questo il latte è sempre in fondissimo o cmq in un posto scomodo nel quale altrimenti non passeresti
- i bisogni dell’essere umano nell’ordine: aria, acqua, cibo, riparo dalle intemperie…e una comoda sedia! Sedersi va prima del denaro e anche prima dell’amore
- il 65% dei clienti maschi che provano un capo d’abbigliamento poi lo acquistano, per le donne è solo il 25% (mi piacerebbe sapere però quante sono le donne che provano qualcosa rispetto alle donne entrate e quanti gli uomini)
Insomma in ogni nostra -utente/cliente- piccola azione veniamo studiati da un pool di esperti. Non sono del tutto preoccupata dalla cosa, forse perchè per deformazione professionale (ma posso ancora usare questo termine se sono disoccupata?) mi sento sia al di qua che al di là della barricata. Continuerò ad andare in grandi magazzini, supermercati, a Disneyland dove tutto è in 5/8 rispetto alla realtà, nei fast food uguali in tutto il mondo e per questo rassicuranti, mi lascerò “giostrare” dagli stratagemmi ideati da questi esperti per spingere il mio comportamento in un modo o nell’altro. Non mi opporrò, mi basta sapere che lo stanno facendo e come. E se non mi piace come lo fanno…beh non gioco più!

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